“Una terra, un Popolo, una Squadra”

Auguri al Cagliari Calcio!

Sono trascorsi 100 lunghi anni dalla fondazione del Cagliari calcio e 50 dalla conquista del suo primo scudetto.

Un centenario che si affaccia ostico, in uno scenario di emergenza pandemica che ha sorpreso tutti  sottolineando  la vulnerabilità umana. Irrompe cosi a partita iniziata un virus in grado di scardinare le difese più abili e forti.

Per la prima volta nella storia di tutti noi e nel palcoscenico calcistico si presenta una simile situazione dove tutte le attività  tranne quelle inderogabili vengono sospese . Chiusura, lochdown  cosi lo chiamano,  le questioni di salute pubblica hanno la priorità su tutto anche su eventi di risonanza nazionale quali il giorno del centenario del Cagliari-Calcio che ricorre  il 30 maggio di quest’anno! ma la rinuncia “completa” alla celebrazione del centenario del Cagliari – calcio, in qualsiasi modo, non sembra proponibile.

Forse lo stratega  Scopigno  avrebbe ora schierato il baluardo Cera, la fantasia di Greatti, chissà sarebbero bastati a vincere questa partita?

 Il calcio è sempre stato al centro del nostro vivere sociale,  parte delle abitudini dei cittadini . Parlare di sport stimola la creatività umana che sembra non rassegnarsi a vivere le grandi emozioni che il gioco del calcio suscita imponendo la società a trattare l’argomento salute in termini di fisiologia e di cultura e, forse, anche per questo, la celebrazione del centenario del Cagliari – calcio, si pone in termini impellenti.

Il momento s’avvicina e quel nemico invisibile sembra alle corde, ma ora più che mai è necessario dimostrare di essere una squadra, la partita è ancora aperta ed il calcio ci insegna che anche l’ultimo secondo può determinare una vittoria od una sconfitta.

Forse è la storia di un calcio che oggi non c’è più , di una squadra di provincia capace di passare nel giro di sei stagioni da neopromossa a campioni d’Italia.

Saranno quei colori dapprima nero-azzurri e poi quel rosso blu a rivestire l’animo sardo ed a tenere sul cuore quello stemma quei quattro mori simbolo della regione Sardegna.

Sarà un rombo di tuono a dirci che la partita è finita che la battaglia è vinta; un dribbling, una gran corsa sulla fascia e quel goal decisivo: grazie Riva.

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Post Author: Stefano Spiga

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