Noi e Leonardo

Di Raffaele Crispino.

A Cagliari nel rione Castello, nel Palazzo di Città, si può visitare la mostra di Leonardo da Vinci presente fino al 22 marzo prossimo. In tre piani del Palazzo sono esposte le sue opere catalogate in base alle arti, invenzioni, schizzi e dipinti. Con l’aiuto di filmati e modelli il pubblico può ammirare i suoi capolavori.

Una parte della mostra ha come titolo la guerra e qui Leonardo dà prova di doti d’ingegneria militare e progettista di armi e le propone ai Signori di quel periodo,  i quali accettavano e promuovevano le novità di difesa per i loro castelli. Si tratta di opere che andranno perfezionate e non hanno avuto grande utilità in quel tempo. Voglio ricordare la bombarda, disegni per mazze e punte di lancia, la balestra e proiettili ogivali di incredibile modernità. Interessante la realizzazione di un automa robot che poteva essere utilizzato sia nel campo della scenografia teatrale sia come armatura medievale che, in caso di ricevimento reale, poteva ( con un particolare comando ) alzare le braccia per il saluto al sovrano.

Altre opere riguardano la meccanica. In questo campo Leonardo dimostra di conoscere le macchine semplici e di voler approfondire la conoscenza per applicarle a strutture più complesse che trovano applicazione ancora oggi. Mi riferisco alle ruote con catena utilizzata per la bicicletta, il montacarichi, il cric composto da una manovella, da ingranaggi di riduzione e da un’asta dentata che sale scende.

La vite di Archimede è compresa anch’essa nel codice Atlantico e serve per il sollevamento dell’acqua, questo metodo era già conosciuto fin dall’antico Egitto e poi da Archimede. Leonardo ne migliorò il funzionamento disegnando prototipi per i ricchi Signori del Rinascimento.

Il genio da Vinci ha dedicato molto tempo alla fisica, materia che lo affascinava e con questo prestò molta attenzione al volo degli uccelli pensando di riuscire a costruire un mezzo con le stesse caratteristiche per fare volare l’uomo, ma l’impresa fallì per la pesantezza dei materiali usati. Il suo progetto non fu realizzato nel suo periodo storico ma fu la base del futuro elicottero.

 Fra le opere d’arte della mostra non poteva mancare L’Ultima Cena,  visibile in un grande schermo che occupa la stanza intera. Gli apostoli avevano una collocazione precisa nelle pareti della stanza ciascuno con il proprio nome.

La Sardegna e Leonardo da Vinci

 Il Rinascimento non arrivò in Sardegna se non alla fine del 500. L’isola subiva l’influenza pittorica e artistica spagnola. Abbiamo una lettera scritta da Leonardo a un monsignore. Egli aveva dato in prestito a suo fratello ( che viveva in Sardegna ) un libro di Archimede che il Da Vinci vorrebbe consultare. Non si sa come sia finita la sua richiesta ma sappiamo che un grande pittore sardo Pietro Cavaro cominciò a interessarsi ai modelli rinascimentali. Con l’influenza del Rinascimento in Sardegna è nata la Scuola Mundi, una scuola delle scuole, così venivano chiamate quelle del Rinascimento che misuravano le abilità di Leonardo e Michelangelo.

Leonardo morì nel 1519 a causa di un ictus che lo aveva colpito la destra del corpo perciò lui poteva scrivere con la mano sinistra. E lasciò i suoi schizzi e disegni. Ospite di Francesco I, grande stimatore del genio italiano.

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Post Author: Stefano Spiga

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