Villanova

Di Girasole. Villanova giace distesa lungo traiettorie diseguali

disegnate dai coppi esausti, verdastri ed ingialliti dei bassi.

Villanova è un passo di gatto che avanza silenzioso,

raggomitola la storia senza far rumore. Grasso s’arrampica sui balconi fioriti

percorre i viali e gli ameni conventi.

Villanova è terra che sa di pane

e profuma di mosto

è una tela di bisso preziosa come la muliebre bellezza che la pervade.

Una contrada cheta si scalda nel braciere della saggezza, negli inverni più freddi

facendoti le fusa e si rannicchia all’ombra del Castrum con quell’aria un po’ contadina

e cittadina appena.

Villanova è profumo di fiori di danza semitica

di canti a rallegrar i viandanti.

È un gatto che scappa al clamore e lesto al suon delle campane traversa i solchi e gli orti

che diventan strade e piazze.

Muto è il vento di maestro che rimane ad osservare

mentre Villanova s’avvicina  seppur immobile,

ed è città e di tanto si figura in vanità negli specchi d’acqua

che i chiostri conservan cari.

Due passi ancora e t’appresti  ad ammirar ciò che rimane e si conserva, ciò che è vivo e s’innamora d’una

bellezza fatale, un nuovo tocco di campane e la senti vibrare senza vanto né fasto nell’equilibrio mai

domo d’un tempo mai passato.    S.S

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Post Author: Stefano Spiga

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