Segreti sotto l’ombrellone

 

 

A cura della Redazione. Non è raro durante le vacanze estive, incontrare sulla spiaggia i tipi più disparati, una vera e propria fauna di personaggi che con spontaneità palesano la loro personalità. Non vi è teatro più grande di una spiaggia popolare. Il costume della società dal mattino e fino alle ultime ore della sera si libera e si dimena in un corollario variegato. Puoi trovare i malvestiti, i tamarri, i tonici, i pigri; c’è chi legge un libro dopo l’altro sotto l’ombrellone, chi corre sulla battigia e chi semplicemente respira l’aria ricca di iodio non curante del solleone.

La spiaggia è luogo di ritrovo, di relax, di incontri voluti o casuali, dove è facile imbattersi nella famiglia allargata con al seguito un nugolo di bambini che sfrecciano di qua e di là come schegge. Presente poi l’indifferente, il timido, quello che si ritaglia uno spazio al limite, al margine o che preferisce gli scogli, l’altruista o meglio l’impiccione, quello che con un prolisso e loquace cerimoniale mette becco su questioni altrui ! Il cacciatore e la preda. Gli ombrelloni si moltiplicano a dismisura, i colori si mescolano in un’abbondanza infinita quasi labirintica. Potresti allora non vedere il salutista, non notare il palestrato con olio integrale e muscoli in vetrina, il dipendente da smart-phone, l’amante di Fido, la mamma premurosa, il cruciverbista stagionale, lo stalker da spiaggia ed il coatto coi suoi tatuaggi il suo mp3 a tutto volume e le telefonate  in vivavoce.

Anche noi eravamo una tipica famiglia da spiaggia, padre, madre e quattro sorelle. Sveglia presto la mattina e via con la vecchia fiat 1100. Ricordo  la riempivamo fino all’inverosimile inibendo quasi la visuale; una giornata al mare era quasi un esodo, con sei mesi di scorte alimentari e le discussioni che non mancavano: “Hai preso questo, dimenticato l’altro ecc”.. poi tutti a bordo. Certo il percorso era piuttosto avventuroso e si stava piuttosto stretti! Durante il viaggio si osservava l’orizzonte e  pian piano appariva l’agognato mare con le sue barche e le coste, così meravigliosamente azzurre. Gli animi d’improvviso si rasserenavano e  gli spazi si riempivano di un’euforia esplosiva e si incominciava a cantare a squarciagola.

Arrivati a destinazione tutti come delle piccole formichine ci preparavamo ad un vero e proprio insediamento. Ancor pochi 15/20 mq,  un accampamento in piena regola,  circoscritto da cinque o sei ombrelloni vicini a creare un’unica ombra tanto da ospitare l’intero parentado.

Una volta le spiagge erano più spaziose, spesso si restava ore in acqua… Ci si lasciava trasportare dalla corrente fino alla riva, si giocava a tirar su  dei castelli di sabbia e quando immersi nei sogni,  un  improvviso gavettone maldestro  ci risvegliava.  Facendo un raffronto tra quei tempi ormai lontani e l’odierno notiamo differenze e analogie.

Oggi il tipo più comune si rifà ai canoni espressi ed ufficialmente approvati dall’estetica. Immancabile la prova costume, il tipo da spiaggia ha come obiettivo quello della tintarella, in due parole bellezza e corpo sano. Tutto ciò presuppone l’assidua cura del proprio corpo, l’uso di creme abbronzanti ed ore e giorni di intensa palestra. Miti di oggi forse si dirà…resta fondamentale farsi notare. Ancora ci domandiamo come possa una spiaggia offrire spazio a persone così differenti che obbediscono a condizionamenti svariati, la spiaggia rappresenta un vero campionario di tipi e comportamenti che di fatto rappresentano uno spaccato di società con caratteristiche proprie che col tempo sono entrate a far parte delle abitudini arricchendone il lessico sociale.

Forse il vivere metropolitano ci ha abituato anche a questo! Tuttavia anche se i tempi sono cambiati forse non è lontana da noi quell’immagine del bagnante pendolare che raggiunge in ogni modo la spiaggia… I tipi da spiaggia fanno ormai parte del nostro habitat naturale specchio di una società che riempie occhi ed anima; un nuovo solstizio ci attende all’orizzonte, non ci resta che attendere per poi ritrovarci l’uno accanto all’altro  tra creme, meduse e solleone o semplicemente per essere ancora baciati e coccolati dal sole.

Condividi su facebook

Post Author: Stefano Spiga

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

+ 64 = 74