Arrivederci Avicii

di Guido Cau. Ancora resto sgomento. Incredulo. Di fronte all’improvvisa scomparsa di questo ragazzo che ho considerato, fin da quando l’ho conosciuto, un grandissimo musicista. Anche se mi sentivo che qualcosa gli sarebbe accaduto, non pensavo che avvenisse così presto nonostante avessi sentito dei suoi svariati problemi di salute.

Da quando l’ho scoperto, circa 5 anni fa, ho amato la sua musica; ora che non c’è più, mi piace riascoltare i suoi pezzi e covers su youtube, eseguite al pianoforte o con vari strumenti. Ho anche apprezzato un video di 4 anni fa di un coro Gospel di 500 donne svedesi che cantano “Wake me up”. Avicii era sicuramente un’icona della musica pop svedese. Barack Obama, a un incontro coi leaders scandinavi, lo ha citato tra importanti simboli del Nord Europa, come le costruzioni Lego e la musica degli Abba. Il Presidente americano confessò di essere un suo fan e di essere intenzionato ad andare a Ibiza per seguire un suo concerto.

Nel 2016 Avicii dichiarò di voler interrompere i concerti, e così accadde. Avrebbe continuato l’attività in studio ma voleva riposarsi. In agosto si esibì per l’ultima volta ed a dicembre si separò amichevolmente dal suo manager Ash Pournouri.

Avicii, vero nome Tim Bergling, era nato l’ 8 Settembre 1989 a Stoccolma. Scoperto appena maggiorenne dal suo manager, Tim decide di adottare come DJ lo pseudonimo Avicii che in sanscrito vuol dire letteralmente senza onde e rappresenta nel buddhismo l’ultimo livello dell’inferno (Avīci).

Sue influenze sono state i Daft Punk, gli Swedish house mafia, ma anche il genere country, sonorità che ci capita di sentire in diversi suoi pezzi, come “Wake me up” (che è davvero difficile non aver mai sentito o non saper fischiettare) e “The nights”.
Uno dei talenti più cristallini della musica elettronica, adorato da Madonna, Robbie Williams, Wyclef Jean diceva di lui che “aveva lo stesso dono di Bach e la stessa capacità di leggere la musica di Michael Jackson”.

La canzone con cui Avicii è diventato davvero noto a tutti, anche ai non appassionati del genere, è stata “Levels”: suonata e trasmessa in tutto il mondo (non solo portata nelle discoteche), la cui base è stata tratta da “Something’s Got a Hold on Me” di Etta James. Un altro notevole successo di Avicii è stato “I Could Be the One”, prodotto insieme a Nick Romero. Nella sua carriera Avicii ha pubblicato due dischi: True, nel 2013, e Stories, 2015. Soltanto di recente il suo EP Avicii (01), uscito nell’agosto del 2017, era stato candidato a un Billboard Music Award.

Avicii ha provato fino all’ultimo a salvarsi ma non c’è riuscito. Il suo fisico gracile era pesantemente debilitato da gravissimi problemi di salute causati in gran parte dall’abuso di alcol e da una vita al limite del collasso. Rimedi chiaramente sbagliati per curare ansia e stress. Ben presto le camere degli ospedali prendono il posto dei palcoscenici. Dopo alcuni anni di grande successo, nel 2016 Avicii decise di smettere di esibirsi dal vivo per concentrarsi sulla composizione e produzione in studio della musica. Della sua decisione parla il documentario Avicii: True Stories, diretto da Levan Tsikurishvili, suo amico e collaboratore per quanto riguardava l’aspetto visivo delle sue esibizioni dal vivo. Nel 2013 disse, intervistato da Time: «Bevevo troppo e in generale facevo decisamente troppa festa. Quindi mi forzai a invertire del tutto la rotta e smettere di bere».

Anche la famiglia dell’artista aveva affidato il proprio messaggio ad una lettera aperta, sollevando l’ipotesi che il giovane si fosse tolto la vita. Pur non parlando mai esplicitamente di suicidio, i parenti hanno infatti spiegato che il dj “non poteva più andare avanti”: “Ha davvero lottato con pensieri su significato, vita, felicità, ma voleva trovare la pace”. Il funerale di Avicii si è svolto in forma privata.

“Caro Tim, ho passato gli ultimi giorni tentando di svegliarmi, aspettando che qualcuno mi dicesse che era solo uno stupido scherzo, un brutto errore. Ma credo che ormai sia vero che non ti vedrò mai più”. A una settimana dall’annuncio della morte di Avicii, la modella Tereza Kačerová ha rivelato sui social di essere la fidanzata del dj scomparso. La 25enne di origine ceca ha pubblicato una lunga lettera aperta e due video, in cui descrive i momenti felici vissuti insieme, le attenzioni che Avicii riservava al figlio di lei, Luka, i loro progetti futuri ed il desiderio di mantenere segreta la loro storia d’amore. Avicii era una persona debole e fragile che andava protetta.

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Post Author: Stefano Spiga

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