Quartieri storici della città di Cagliari. Le origini.

 

 

A cura della Redazione.La città metropolitana di Cagliari sorge su sette colli e si sviluppa lungo il Golfo degli Angeli, situata al centro del Mediterraneo, capoluogo di regione conta 431.819 abitanti.  Vanta una latitudine che ne favorisce un clima mite. Nell’ ultimo decennio protagonista di un forte incremento turistico, insignita nel 2016 quale miglior meta turistica da un’ indagine eseguita dall’ Università di Bologna. Ad attrarre persone provenienti da ogni parte del mondo è il binomio inscindibile dell’aspetto storico-culturale e di quello paesaggistico che rendono Cagliari unica perla del Mediterraneo. La città è stata nel corso dei secoli oggetto di tante dominazioni straniere (Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali, Bizantini, Pisani, Genovesi, Aragonesi, Catalani, Spagnoli e Piemontesi).

La storia di Cagliari, Karalis è il suo nome antico,  risale ad un’epoca molto lontana nel passato. Abbiamo notizia di insediamenti pre- nuragici tra  il V e III millennio a C.. Le ceramiche di questo primo periodo si ritrovano nella grotta di Sant’Elia. Possiamo dire che i primi insediamenti in città, pescatori, allevatori e piccoli agricoltori, si ebbero nella zona di Viale Trieste e Via Is Maglias.

Nell’Epoca antica si colloca il periodo fenicio-punico tra il IX  e il III sec. a C.. La prima ondata si ebbe nell’Isola con lo sbarco dei mercanti fenici; successivamente si insediò nel territorio anche parte della popolazione cartaginese. I fenici si integrarono in seno alla società sarda e alla civiltà nuragica, invece i punici si adoperarono per sfruttare le risorse soprattutto minerarie. Effettivamente il primo nucleo della Cagliari si trovava con buona probabilità nei pressi dello stagno di S. Gilla. È in quest’arco di tempo che si costruiscono 2 necropoli: una che corrisponde a Tuvixeddu e una corrispondente al Colle di Bonaria. È rilevante il fatto che a seguito delle guerre sardo-puniche e durante tutto il periodo si ebbe in Sardegna la coesistenza di più popolazioni con contaminazioni nelle produzioni artigianali generando uno stile che può a buon diritto definirsi di matrice fenicia nonché  sardo-punico.

Il periodo romano si fa risalire al 238 a.C. quando Cagliari divenne completamente romana. Vennero create numerose infrastrutture, quali: terme, foro, anfiteatro. Fu così che si ebbe la creazione di un vero e proprio centro urbano.

Con la caduta dell’Impero romano anche nell’isola arrivano le dominazione vandaliche. Siamo intorno al V sec. d. C.. Durante quest’arco temporale non vennero introdotte grandi trasformazioni. Nel 534/539 d. C. fu la volta del periodo bizantino. Anche durante questo periodo  le innovazioni  e i progressi introdotti nell’epoca romana continuarono a sopravvivere. Già dal IX sec. ci fu il Giudicato di Cagliari e S. Igia. Nell’XI sec. la Sardegna appariva quindi suddivisa in 4 giudicati: giudicato di Cagliari, Arborea, Gallura, Torres. Nel 1015 d. C. vi fu un tentativo di conquista dei musulmani iberici e Cagliari  subì una grande devastazione. La Sardegna era una meta ambita e indispensabile nel quadro di un audace progetto espansionistico in quanto i suoi  porti costituivano un approdo ideale per le navi che percorrevano le rotte mediterranee e circostanti. In questo stesso periodo venne conquistata da Pisani e Genovesi che sconfissero i Saraceni.

Si passò così dal giudicato di Cagliari e S. Igia, nei pressi del Castello San Michele, al Castel di Castro, colle situato a est di Santa Igia. Fu così che la capitale, fortificata e giudicale, comprendeva gli accessi della Torre dell’Elefante e di San Pancrazio a cui si aggiungevano la controporta del Leone e la porta dell’Aquila. Cagliari pisana e Castel di Castro risalgono al 1216 d. C.. Ancora oggi il quartiere di Castello riporta pesanti tracce di questo periodo medievale con le sue imponenti mura che ancora circondano  il perimetro della città alta.

 

L’esercito catalano-aragonese sconfisse quello pisano e nacque il periodo di Cagliari dominata dagli spagnoli.   Con la Corona d’Aragona si ebbe la nascita del Regno di Sardegna, che fu istituito nel 1297. La storia della Sardegna aragonese durò 150 anni, dal 1297 d.c al 1479 d.c e rappresentò un periodo di brusco regresso, durante il quale si verificarono violente epidemie. A seguito dell’unificazione delle due corone, Castigliana e Aragonese, Cagliari apparirà sempre più influenzata dallo stato spagnolo.

In quel periodo la Sardegna appariva divisa politicamente tra fedeltà alla corona d’Aragona del Giudicato arborense e il resto della popolazione a seguito delle repubbliche marinare di Pisa e di Genova. Così, durante il periodo a cavallo tra ‘300 e ‘400 il volto della Sardegna mostrava segni di una grave crisi anche a seguito della Peste nera del 1347 che, presente in tutta Europa, aveva decimato la popolazione. A ciò si aggiunga che tutto il sistema gestionale dell’isola venne sottoposto a regime feudale con grave disappunto e resistenza del popolo sardo.

La Sardegna abbondava di risorse naturali come l’argento e il sale e aveva un’economia agro-pastorale. Infatti durante la dominazione spagnola Cagliari divenne la capitale del Regno, città più ricca e popolosa. La lingua spagnola si affermò come lingua di cultura mentre il sardo si affermò come lingua del quotidiano. La fine del periodo spagnolo coincide con il passaggio della corona sarda agli Asburgo, nel 1713/1714.

Cagliari divenne Sabauda nel 1718, dopo un breve dominio degli Asburgo d’Austria. Fu così che il Regno di Sardegna passò ai Savoia, rimanendo autonoma rispetto agli altri stati. Ma il XVIII sec. fu periodo di modernizzazione del Regno di Sardegna, anche se la crescita fu, dopotutto, lenta con la ristrutturazione del Palazzo Reale e il miglioramento dei traffici con il resto dell’Italia. Durante il periodo di dominazione sabauda, i cagliaritani si sollevarono contro i Savoia, quando non ottennero di avere un rappresentante sardo nel Parlamento del Regno. Questo episodio viene celebrato a Cagliari durante ” Sa die de Sa Sardigna”, nell’ultima settimana di aprile. Si ebbe un breve periodo di autogoverno che si concluse con il ritorno dei Piemontesi.

 

A seguito di tante dominazioni straniere la città di Cagliari e i suoi quartieri storici riportano le tracce di svariate culture che verranno tratteggiate successivamente nel nostro giornale.

 

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Post Author: Stefano Spiga

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