Musicoterapia: perché cantare e suonare fa bene a tutti

di Roberto 

La musicoterapia è un fattore molto importante nella riabilitazione dalla sofferenza mentale: il cantare in coro o suonare in piccole band genera infatti, se inserito all’interno di percorsi strutturati, ricadute benefiche e di aggregazione.

Martedì 15 novembre si è tenuta anche a Cagliari la Giornata Europea della Musicoterapia (musictherapyday.com). Nel centro Area 3 di via Carpaccio si sono esibiti il coro Kirkende ed il coro Jubilate di Cagliari, insieme alla Uest Band ed il gruppo Conto alla Rovescia. Ogni formazione ha proposto vari generi musicali, spaziando da canto tradizionale africano a canti tradizionali religiosi, musica anni ’60 e brani rock.

La serata è stata aperta dal dottor Alberto Santoru, direttore del Servizio Riabilitazione del Dipartimento di Salute Mentale della Asl 8, il quale ha sottolineato l’importanza della riabilitazione inglobata in seno alla società ed ha invitato i presenti agli incontri che si tengono a cadenza quindicinale presso i centri diurni di Marina Piccola a Cagliari ed in quello di Selargius, nei quali sono trattati vari aspetti della sofferenza mentale.

La presidente dell’associazione Arcoes, l’arteterapeuta Graziella De Vita, responsabile del progetto dell’Area 3, ha accolto con entusiasmo l’invito. Alicia Gibelli (musicista, psicologa e membro dell’Associazione Italiana Musicoterapia), ha presentato l’attività dei gruppi e ha diretto i cori.

Il pubblico composto da utenti, familiari e operatori, ha seguito con molto interesse le varie performance ed ha applaudito con entusiasmo. La serata si è chiusa con un coro di applausi per la coinvolgente Ave Maria in sardo, eseguita da tutti i cantanti e i musicisti.

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Post Author: Stefania Cuccu

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